23 agosto 2013

Cartolina dall'Egitto

«L'aeroporto era surreale. Una bolla fuori dal mondo e dal tempo». Luca Cavagna, villafranchese di 35 anni, è appena tornato da un viaggio in Tanzania. Lunedì era al Cairo, per prendere il volo verso Milano. E ha trovato il deserto tra terminal e gate.
Partito il 4 agosto e tornato il 19, è stato in Tanzania con altri ragazzi proprio mentre in Egitto si accendevano gli scontri tra sostenitori e oppositori del governo Morsi, in un paese in preda alla guerra civile. 

15 agosto 2013

Donne a Potočari


Le unghie richiamano il colore del velo. Gli occhiali da sole sono inclinati a fermare il foulard in modalità «ricercatamente casuale». Perline e corallini costellano tessuti leggeri o pregiati, sete o garze, variopinte o monocolore. Occhi truccati, sopraccigli arcuati, sguardi profondi e volti tirati ma non meno aggraziati. Entrando al Memorial center di Potočari, in quell'apnea di preghiera e dolore, non posso fare a meno di notare quanta femminilità ci sia in quel brulicare di giovani donne, che nulla lasciano al caso.

11 agosto 2013

11 luglio a Srebrenica


Alle 8 del mattino, già ci si può fare un'idea di quello che accadrà in poche ore al Memorial center di Potočari: ogni anno, l'11 luglio, si ricorda il genocidio musulmano di Srebrenica con un accorato e suggestivo funerale collettivo. E ogni anno sono sepolti i corpi riesumati dalle fosse comuni alla fine della guerra, riconosciuti nell'arco degli ultimi 12 mesi, grazie alle prove del Dna effettuate a Tuzla. Quest'anno saranno 409.

7 agosto 2013

Potočari, 18 anni dopo

Arrivano alla spicciolata già il giorno precedente. Quando il 10 luglio raggiungiamo Potočari, a pochi chilometri da Srebrenica, è metà pomeriggio ed Enzo, al volante, fatica a passare tra la marea di giovani che sta per piantare le tende. E non è un modo di dire. Si accampano ovunque. Con la canadese nel prato o nei ruderi delle case distrutte 18 anni fa; mangiano seduti ai tavolini dei bar o sulle panche dei baracchini con lo spiedo che gira, mentre nell'aria volteggiano caldi venticelli al profumo di ćevapčići. 

30 luglio 2013

Lejla e la guerra


Dormo in una grande stanza col tetto spiovente, nella comunità Emmaus di Leptir. Le temperature si sono abbassate di colpo. Lancio l'ultimo sguardo al prato col covone di paglia che vedo dalla finestra: un quadro bucolico. Ma il sottofondo musicale è quello del muezzin. L'ultima volta che l'ho sentito è stato in una camera che si affacciava a uno dei polverosi von di Cotonou, in Benin. E ancora sorrido di questo contrasto geografico.
C'è ramadan in questi giorni. È il 9 luglio. Alcuni nostri compagni di tavola hanno atteso il tramonto del sole per iniziare a mangiare. Lejla no. Dice che, d'estate, non mangiare per tutto il giorno può anche andarle bene, ma non ce la fa a non bere. Lejla ha 24 anni; indossa un camicione color ottanio portato sui leggings neri, come vuole la moda oggi, e le ballerine pendant. Mi stringe forte la mano quando ci presentiamo. E si siede a cena quasi di fronte a me. Ha un bel caratterino grintoso e mi racconta un sacco di cose interessanti.

29 luglio 2013

Slavonski Brod, ingresso nei Balcani


Il pulmino rallenta davanti alla tettoia blu. Una giovane donna in divisa azzurra mi dice di non fotografare. Deve aver visto che sono aggrappata alla Nikon come fosse un orsacchiotto di peluche. Ma la mia è solo emozione. Slavonski Brod è il mio passaggio nel cuore dei Balcani e il mio di cuore sta per avere un sussulto. Attendo questo momento non so da quando e non so neppure perché. È un'attesa innata. Dovevo venirci qui. Dovevo vedere la Bosnia. E quando il pulmino solca il ponte sulla Sava (il fiume che scorre sul confine con la Croazia) che ci apre il varco su questa terra, mi sento abbracciare. Scintilla l'acqua del fiume all'imbrunire. Ho passato il posto di blocco, posso fotografare ma ancora mi sento intimorita e scatto qualche frammento al volo, di corsa, quasi rubandolo.


Dove parlo di storia #2025

Venerdì 30 e sabato 31 maggio sarò al Festival èStoria di Gorizia . Il tema quest'anno è «Città». Con la storica Renata Aga parlerò di...